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Psicologi Torino: dibattito sulle sostanze stimolanti

Sostanze Stimolanti Che Aumentano L’ansia: dibattito tra gli psicologi a Torino

L’ansia, generata dallo stress, può sfociare in paure o, soprattutto, in fobie focalizzandosi così su una causa ben precisa e allontanando la vera causa del disagio. Se ci sono tensioni sul lavoro e questo genera ansia ci sarà chi cercherà di sanare queste tensioni e chi, invece, accuserà crisi di panico o paure di vario tipo, per affrontare il vero problema è sicuramente utile rivolgersi a uno psicologo Torino.

fobie

Esistono due tipi principali di ansie: le ansie SEMPLICI rivolte verso un unico oggetto es. COMPLESSE, che coinvolgono diversi tipi di fobie come ad es. La causa più semplice si ritrova di solito in un evento accaduto nel passato. Per esempio la paura dei cani è di solito legata ad un evento accaduto realmente cioè l’essere stati aggrediti da un cane, magari da bambini. Quando la causa è oggettiva di solito anche la sua risoluzione è più semplice. Se però la paura di cui si soffre è qualcosa di più inconscio e subdolo sarà necessario l’aiuto di uno specialista che prima di tutto riesca a far ammettere al soggetto di avere un problema da risolvere.

  • è quasi sempre consapevole che si tratta di un’ansia immotivata
  • Quali alternative ci sono per quello che ho pensato
  • Fobie Piemonte
  • Se tu stai male, cosa potrai condividere, se non il tuo malessere
  • Xanthophobia: è una paura del colore giallo
  • Sensazione persistente di ansia alla guida

Si tratta di una spiegazione di tipo biologico basata sui naturali meccanismi fisiologici che accompagnano lo sforzo fisico. Questa ipotesi sostiene che gli effetti di elevazione dell’umore e di riduzione dell’ansia indotti dall’esercizio fisico siano legati al rilascio di β-endorfine, sia a livello del sistema nervoso centrale che a livello del sistema nervoso periferico. Nuclei costituiti in larga parte da neuroni serotoninergici, facenti parte della formazione reticolare del tronco encefalico.

Non tutti i pazienti con ansia richiedono una cura, ma per i casi più gravi, si raccomanda un trattamento. Poichè l’ansia ha spesso più di una causa ed è vissuta in modo molto individuale, il suo trattamento di solito richiede più di un tipo di terapia. Inoltre, non vi è alcun modo di sapere in anticipo come pazienti risponderanno ad un farmaco o terapia specifica.

I farmaci sono spesso prescritti per alleviare i sintomi fisici e psicologici di ansia. La maggior parte delle sostanze contrastano i cambiamenti biochimici e muscolari coinvolti nella reazione di lotta o fuga. Alcuni lavorano direttamente sulle sostanze chimiche nel cervello che si ritiene essere alla base dell’ansia. Ansiolitici. Gli Ansiolitici sono a volte chiamati tranquillanti. La funzione dell’ansia, quindi, sarà di attivarci davanti all’aspettativa di un possibile pericolo, facendoci capire in modo selettivo o amplificando le informazioni che sono considerate minacciose, e non dando peso al resto delle condizioni stimolanti che consideriamo neutre. Possiamo quindi fare una chiara distinzione tra paura e ansia, e si tratta della certezza della presenza dello stimolo, essendo chiara nel caso della paura e confusa e imprecisa nel caso dell’ansia. Quando proviamo ansia, sperimentiamo una grande preoccupazione prodotta dall’anticipazione degli effetti negativi di una situazione futura e questo può determinare in molti casi la salute mentale di un individuo. Come abbiamo già detto, la paura è relazionata alla valutazione di un pericolo imminente, mentre l’ansia con l’aspettativa di qualcosa che succederà nel futuro (Citazione tratta da un intervista alla Dott.ssa Sonia Costalla) Entrambe le risposte smettono di essere normali quando superano i nostri limiti di tolleranza, quando perdiamo il controllo e quando si produce continuamente un rifiuto agli stimoli che interferisce con il funzionamento dell’individuo stesso. In questo tipo di situazioni una delle raccomandazioni è quella di intraprendere un processo di disattivazione, poiché il nostro cervello tende a ripetere le risposte emotive positive o negative di fronte alle situazioni che consideriamo particolarmente importanti. Per questo, dobbiamo imparare a disconnettere, ad eliminare il collegamento esistente tra l’ansia o la paura e le situazioni per ottenere risposte che ci permettono di adattarci meglio. Possiamo utilizzare tecniche di rilassamento e respirazione per esempio, oltre ad informarci sul funzionamento del nostro cervello e ad arrivare a capirlo. In questi casi è di grande aiuto l’intervento di un professionista.

Esaminare e mettere in discussione i propri pensieri è una novità per la maggior parte dei bambini. E meglio far apprendere questa abilità con un approccio impersonale, attraverso storielle od esempi piuttosto che attaccare direttamente i pensieri irrazionali del bambino. Un accorgimento utile è quello di presentare le idee irrazionali di altri bambini e parlare dei loro errori e di come hanno imparato a superarli. Una volta appresi i pensieri razionali da utilizzare in presenza di particolari eventi attivanti, è bene far sì che il bambino possa fare sufficiente pratica dellutilizzo di tali pensieri. Ciò, può essere realizzato attraverso prove comportamentali, role-playing e una tecnica chiamata immaginazione razionale-emotiva (rational-emotive imagery o REI.). Questultima tecnica consiste nel far ripetere al bambino i pensieri razionali precedentemente appresi, mentre immagina dettagliatamente di trovarsi nella situazione problematica sotto la guida del terapeuta. La REI termina facendo immaginare al bambino conseguenze rinforzanti contingentemente alluso di verbalizzazioni razionali. Per consentire una generalizzazione di quanto appreso durante la seduta, il terapeuta ricorre anche alla prescrizione di attività per casa.

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