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Vincere la fame nervosa

Emozioni come stress, ansia, noia possono indurre una voglia continua di cibo: è la cosiddetta fame nervosa. Alle volte però la causa principale è un’altra. Quale?

Non si tratta di vera fame, ma di un problema psicologico

“Fame nervosa”: è così che chiamiamo comunemente quell’impulso che porta a consumare cibo in modo automatico e compulsivo. Si tratta di una fame non fisiologica ma dovuta a meccanismi “nervosi” ossia psichici. In particolare per Donatella si tratta di stati emotivi: tristezza, rabbia, disagio per le difficoltà lavorative. Il nervosismo si manifesta con una sorta di voracità, di esagerazione nella quantità e qualità dei cibi ingeriti: quando questo tipo di fame arriva, non si tende semplicemente a “mangiare”, ma ci si “abbuffa”, come scrive Donatella.

Cercare un contatto con un coach, una richiesta di aiuto a chi conosce già il problema, uscire e camminare sul corso principale della propria città, tra la gente, indossando l’abito più bello posseduto, magari dopo una seduta dal parrucchiere piuttosto che restare chiuse dentro casa per sfogare i propri nervosismi e le proprie tensioni sul cibo, visto come rifugio e mezzo per riempire un vuoto, può costituire un giusto rimedio.

Fare power walking in outdoor e guardarsi intorno, il cielo, il paesaggio, le chiacchiere con l’amica se si decide di uscire insieme, alza i livelli della serotonina e permette di liberare endorfine; un mix ideale per migliorare uno stato d’animo compulsivo verso il cibo.

Tutto che possa portarci “in esterno”. Esterno al nostro problema, esterno al nostro corpo, alle nostre sensazioni di ansia.

Il primo passo per affrontare il problema consiste nel capire quali sono i fattori scatenanti. Tieni un diario alimentare, prendendo nota di ogni cibo mangiato durante la giornata, dell’orario e dello stato d’animo in quel momento.

Accogli e osserva le tue emozioni profonde

Donatella si è accorta di due elementi molto importanti dei suoi attacchi di fame: primo, che l’abbuffata arriva quando si è in un certo stato emotivo (tristezza, rabbia, noia, ansia ecc.); secondo che la fame nervosa è come una forza che “la possiede”. L’attacco arriva dunque per placare quegli stati d’animo, perché la coscienza li avverte come tanto intollerabili da doverli in qualche modo cancellare o sedare. Ma in questo modo la coscienza è “posseduta”: per cambiar rotta occorre imparare a stare proprio in quegli stati emotivi che sono alla radice dell’abbuffata, a non usare il cibo per scappare via.

Quando senti arrivare l’attacco di fame fai un passo indietro e chiediti: che emozione sto provando? Puoi farti aiutare da carta e penna e scrivere come ti senti. Non per cercarne le cause – non serve a niente – ma per fargli spazio dentro di te.

integratori anti-fame nervosa – I più efficaci sono il magnesio (meglio in polvere dentro acqua tiepida, al bisogno), la rodiola e l’alga spirulina. Quest’ultima, grazie all’alto contenuto di vitamine, minerali e proteine vegetali, esercita un’azione equilibrante e anti-fame.

  • Integratori a base di Garcinia Cambogia (l’acido idrossicitrico in essa contenuto inibisce la formazione di acidi grassi, riduce la formazione di acidi grassi dai carboidrati, blocca l’accumulo di acidi grassi nel tessuto adiposo, riduce il colesterolo LDL dal sangue.) Agisce producendo termogenesi. Ed è un ottimo antiossidante per il suo alto contenuto di vitamina C.
  • Integratori a base di Griffonia: La Griffonia Simplicifolia è utile a mantenere i livelli fisiologici di serotonina e melatonina necessari per dominare gli STATI DI ANSIA e DEPRESSIONE, nonché tenere sotto controllo il DESIDERIO OSSESSIVO DI CIBO (precursore endogeno della serotonina5htp)

Segui la regola dei 5 pasti al giorno (colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena) che ti aiuta a frenare la fame nervosa. Evita però gli snack troppo dolci o salati che inducono a desiderare altro cibo e, al contrario, tieni a portata di mano alimenti ricchi di fibre come le verdure, i frullati e le centrifughe

 Trasforma la fame in desiderio e appagalo

Sostare negli stati d’animo significa imparare a sostenerli, ossia a “starci dentro”, lasciarsi attraversare, osservando e attendendo. Lo stesso vale per l’attacco di fame nervosa: se arriva, ma io sono capace di “stare lì con lui”, posso scoprire, per esempio, che in realtà non mi vuole portare verso il cibo, ma è semplicemente uno stato di desiderio indifferenziato che, se lo lascio “maturare”, si può trasformare in desiderio di qualcosa di preciso che non sia il cibo. Per fare un esempio, può favorire il sorgere di un’intuizione, di una nuova idea, può farmi venir voglia di fare una passeggiata, di telefonare a un amico, di vedere un film o leggere un romanzo… In altre parole può far nascere una nuova mentalità, una nuova consapevolezza. Insomma una “nuova psiche”. Ed è proprio questa nuova psiche l’unica che può vincere la fretta di spegnere l’emozione col cibo!

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